Radiologia tradizionale e Raggi X

Radiologia e Raggi X

La Radiologia è forse l’unica disciplina medica di cui si conosce una precisa data di inizio, il 1895, che corrisponde alla scoperta ed al primo utilizzo dai dei raggi X da parte di Roentgen.

Da allora, nell’arco di poco più di un secolo è diventata la branca della medicina a cui è demandata la gran parte della diagnostica medica strumentale.

Tralasciando le varie metodiche che attualmente vengono in essa comprese (Ecografia, Mammografia, Tac, Risonanza Magnetica, Moc, Pet, ecc.) quando comunemente parliamo di Radiologia intendiamo la cosiddetta “Radiologia Tradizionale“, che a tutt’oggi è ancora di fondamentale importanza nello studio di vari organi ed apparati e rappresenta ancora una porzione molto importante degli esami di diagnostica medica strumentale ogni anno eseguiti.

La radiologia digitale

Attualmente di “Tradizionale” la moderna radiologia ha però ben poco rispetto ad un recente passato.

Per ottenere le immagini corporee ad uso diagnostico essa utilizza sempre le radiazioni ionizzati anche se ormai a dosaggi assai ridotti, ed addirittura impensabili solo fino a qualche anno fa.

Il processo di digitalizzazione della radiologia ha permesso lo sviluppo di vari software in grado di ottimizzare, dopo l’acquisizione, l’immagine “grezza” e manipolarla e riprocessarla al fine di migliorare la qualità delle immagini stesse.

Ciò ha comportato indubbi vantaggi in termini di accuratezza diagnostica, riduzione di dose di radiazioni e gestione delle immagini.

L’esame radiografico tradizionale è, a tutt’oggi, la scelta di prima istanza per lo studio del torace così come per tutti i segmenti dell’apparato osteoarticolare e della colonna vertebrale.

La possibilità di eseguire esami radiografici degli arti inferiori sotto carico o del rachide con proiezioni dinamiche lo differenzia dagli altri esami diagnostici di 2° livello, quali TAC e Risonanza Magnetica, eseguiti staticamente generalmente in clinostasi.

Anche nei più aggiornati iter diagnostici  e secondo le linee guida delle maggiori società radiologiche internazionali l’esame radiografico tradizionale spesso  rappresenta, ancora oggi, il primo ed unico esame strumentale in moltissime patologie, siano esse di tipo post traumatico, come per lo scheletro, o di tipo infettivo- infiammatorio, come a livello polmonare.

Ciò è testimoniato dal fatto che, anche nei paesi a più evoluta tecnologia medica, il numero degli esami radiologici tradizionali rispetto alla totalità delle indagini strumentali non tende a ridursi, attestandosi a poco meno del 40 % del totale, con ecografie al 30%, TAC e RM al 10% ed il restante a varie altre metodiche.

Attualmente la Radiologia Tradizionale Digitale riveste quindi ancora un ruolo insostituibile quale esame diagnostico di prima istanza per il suo basso costo, la diffusione capillare delle apparecchiature, la facilità di esecuzione,  la dose assai bassa di radiazioni per il paziente e la facilità di interpretazione favorita dalla digitalizzazione.